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Archivio Romano Lil

Archivio Romano Lil è la biblio-teca, a supporto di Romano Lil, l’edizione telematica del foglio di viaggio dell’Opera Nomadi. Un ar-chivio a catalogare dati e notizie per rendere più agevole e snella la lettura del giornale telematico. Ma anche dotato di vitalità propria con articoli che a volte sembrano fuori dal contesto ma cercano di allargare l’orizzonte.

Linea politica Opera Nomadi

La linea politica dell'Opera Nomadi

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DOSSIER COMPLETO
Raccomandazione n.1557 per migliorare le condizioni di Rom/Sinti
Risoluzione dell’Unione Europea sui Rom/Sinti
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Rapporto europeo sui Rom/Sinti d'Italia
L’”Europa” condanna l’Italia dei “campi”
III rapporto dell’ECRI sul razzismo in Italia
Il Relatore Speciale dell'ONU in Italia
Rapporto EUMC 2006 su razzismo in Europa
Le donne Rom/Sinte: le più discriminate dell'Unione Europea
Cresce il razzismo in Europa e colpisce Rom e Immigrati
Rom e Sinti i più discriminati d'Italia anche nel 2006: Rapporto Europeo
Consiglio d'Europa e Onu: i Governi devono garantire il diritto dei Rom all'abitazione

Cartoline Opera Nomadi

Saluti Opera Nomadi

Speciale salute

DOSSIER COMPLETO

Dikàimi - arrivederci

A cura di Nadia Marino

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DOSSIER COMPLETO

Prostituzione minorile di Rom Rumeni

Indice articoli

Speciale seminari

I Rom/Sinti e le Metropoli, VIII Seminario Nazionale
III Seminario Nazionale Sinti
Convegno per l'integrazione di Sinti e Rom
In carovana sulla via delle stelle: progetto EQUAL
IV conferenza nazionale Rom e Sinti
I Rom/Sinti e le Metropoli, IX Se-minario Nazionale

Speciale politica

DOSSIER COMPLETO
Dalla boccia di cristallo
"Questione Rom": lettera aperta ai candidati politici
Guerra ai Rom romeni: NON A MIO NOME
Per l’abrogazione di “campi nomadi” e dei CPT
Un "tavolo " politico sui Rom Romeni
Cittadinanza per immigrati dopo 5 anni
L'Opera Nomadi ai Ministeri
Per il riconoscimento dei Rom/Sinti
L’Opera Nomadi propone un “patto sociale” al ministro Ferrero
Opera Nomadi ai Ministeri: proposte politiche
Per un Patto Sociale nazionale coi Rom/Sinti

Regioni d`Italia

Veneto: Lega Nord chiede abolizione legge a tutela Rom e Sinti
Veneto: vita dura ai campi nomadi
Piemonte: contributi a popolazioni Rom/Sinte
Campania: proposta di legge a tutela Rom/Sinti
Più forze dell'ordine in Lombardia
Veneto: legge regionale contro i Rom/Sinti
L'Opera Nomadi boccia il progetto della legge regionale del Veneto

La baba racconta

INFERNO – PARADISO (se si può dire così)
La storiella dei sei topolini saccenti
I fantasmini Rom di largo Camesena
La leggenda della creazione dei Rom
I libri dei Rom
Il giorno della ri-conciliazione in Romania

Il duende del drom

Sulle strade del desiderio: alla ricerca del duende del drom

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La strage dei migranti nel Canale di Sicilia

postato da romano lil [30/08/2006 01:47]

Gli immigrati non cercano di venire in Europa per capriccio o per mettere in difficoltà il governo ma perché non riescono a vivere nei loro paesi d'origine. Ecco perché accettano il rischio di morire in mare. Tra parentesi, ciò fa di loro esseri infinitamente più coraggiosi di tutti i difensori di integrità sociali, culturali o nazionali. L’'Italia dovrebbe impegnarsi a promuovere una politica europea, solidale, umana e lungimirante verso gli stranieri. Per esempio, ponendo il problema del loro ingresso in un'entità di 25 paesi che va da Finisterre ai Carpazi, da Capo Nord a Malta. Anche sul diritto d’asilo l'Italia è il paese più colpevolmente in ritardo d'Europa.
IL MINISTRO AMATO: "E' UN CRIMINE"
ll ministro degli Interni Amato sulla tragedia di Lampedusa
Lampedusa 19 agosto. 70 sopravvissuti, dieci morti e quaranta dispersi -tra cui dieci bambini, è il bilancio del rovesciamento della barca di migranti causato, da un urto della corvetta della Marina militare italiana, che poi ha provveduto a recuperare i superstiti.
Roma, 20 agosto. Il ministro Amato sulla tragedia della scorsa notte al largo di Lampedusa:
“Non è solo una tragedia . E’ un vero e proprio crimine. E se i crimini non riusciamo a punirli si ripetono. E si ripetono anche le disgrazie”. Dapprima si pensava che il ministro si riferisse al crimine della corvetta della Marina militare italiana che ha causato decine di morti ma poi si è capito che il “crimine” era quello degli scafisti che, loro sì, devono pagare.

A proposito degli immigrati annegati nel canale di Sicilia
IL COMODO ALIBI DELLO SCAFISTA
di Alessandro Dal Lago, docente università di Genova
e Fulvio Vassallo, docente università di Palermo

22 agosto. Avvoltoi di ogni provenienza si stanno avventando in questi giorni sui migranti an-negati nel Canale di Sicilia. La destra che cerca di mettere in difficoltà il governo, sindaci iso-lani che esigono il blocco delle barche a debita distanza dai vacanzieri, (come dire, che anne-ghino più in là!), sedicenti esperti di immigrazione che hanno l'opportunità di recitare in tv o sui giornali le loro litanie razziste. Ma anche gli esponenti del governo non perdono l'occasio-ne di soffiare fumo e nebbia sulle tragedie. Il ministro Ferrero dove ha scovato i dati secon-do cui trenta milioni di giovani affamati premerebbero dal Maghreb per invadere l'Italia? Non farebbe meglio a preoccuparsi di chiudere i Cpt, come gran parte del suo partito e nu-merosi presidenti regionali chiedevano
“prima” delle elezioni? E l'on. Bianco, perché non torna a occuparsi di servizi segreti (e ne avrebbe di lavoro!), invece che di sbarchi e immigrazione?
Ma la palma in questo campo dovrebbe andare al ministro degli interni, on. Giuliano Amato. In una stupefacente intervista al manifesto di qualche giorno fa, egli ha messo sotto accusa per le stragi in mare le organizzazioni criminali di scafisti, come se fossero questi a costringere eritrei, somali, curdi ecc. a imbarcarsi per l'Europa, e non invece le guerre, la fame o l'umanissimo bisogno di vivere meglio. Scaricare tutta la responsabilità sugli scafisti è un bel modo di scrollare dall'Europa la responsabilità di affrontare un problema umanitario e sociale globale che non riguarderà trenta milioni di persone, come vuol farci credere Ferrero, ma alcune migliaia ogni anno, nel Mediterraneo. Rivolgersi all'Europa solo per avere più vedette o più quattrini da girare a Gheddafi, come fa Prodi, è un altro modo di voltare la testa, proprio nel momento in cui l'Italia trova le risorse e gli uomini per imbarcarsi, con il beneplacito della Casa delle libertà e di G. W. Bush, nell'avventura libanese.

Di fronte a queste cortine fumogene, desideriamo ribadire alcuni fatti talmente banali da essere accuratamente ignorati da uomini politici, commentatori ed «esperti».
Gli stranieri non cercano di venire in Europa per capriccio o per mettere in difficoltà il governo (e tanto meno gli on. Amato e Bianco), ma perché non riescono a vivere nei loro paesi d'origine. Ecco perché accettano il rischio di morire in mare. Tra parentesi, ciò fa di loro esseri infinitamente più coraggiosi di tutti i difensori di integrità sociali, culturali o nazionali. Gli scafisti, come ogni altra organizza-zione criminale grande o piccola, si avvantaggiano dei regimi proibizionisti, e cioè del divieto di immigrazione inasprito dalla Bossi-Fini, ma già previsto dalla Napolitano-Turco. Se si impedisce ai pescherecci di intervenire subito (pena l'accusa di favoreggiamento dei clandestini) e si mandano le navi militari ad accostare le barche, si aumentano le probabilità di affondamenti.

Salvare ogni vita umana in pericolo dovrebbe essere la priorità assoluta di un governo in cui non mancano, almeno a parole, comunisti, ecologisti e difensori dei diritti umani. Invece di finanziare l'astuto Gheddafi e le poco misericordiose organizzazioni che lucrano sui Cpt - per non parlare delle avventure militari -, perché non si investono risorse nel salvare, accogliere e ospitare gli stranieri? Se l'Italia è diventata così decisiva sulla scena mondiale, come ci dicono gli on. Fassino e D'Alema, perché, invece di baloccarsi con carri armati e fregate, non si impegna a promuovere una politica europea, solidale, umana e lungimirante verso gli stranieri? Per esempio, ponendo il problema del loro ingresso in un'entità di 25 paesi che va da Finisterre ai Carpazi, da Capo Nord a Malta? Che sta facendo il governo in materia di diritto d'asilo, su cui l'Italia è il paese più colpevolmente in ritardo d'Europa? E la sinistra radicale ampiamente rappresentata nel governo Prodi che ha da dire su tutto questo?
Immagine: La zattera della Medusa di Théodore Géricault, 1819

RIFERIMENTI: Il 10 settembre a Lampedusa