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Incendi nei “campi” d’Italia

27 Novembre 2007

Rassegna degli incendi nei ‘campi nomadi’, produttori di morte, 2000-2008. Per il solo fatto di esistere i “campi nomadi” – di segregazione etnica istituzionale, producono morte sociale, civile, colposa, dolosa, preterintenzionale, premeditata. Chi vive nei “campi” ha una speranza di vita alla nascita inferiore di 25 anni a chi non ci vive, per esempio. I “campi” vanno chiusi, con ridistribuzione abitativa a partire dalle case, perché sono causa di morte.
     

ANNO 2008
 
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28 DICEMBRE, NAPOLI
Napoli, incendio di natura dolosa nel campo rom 
Un campo abitato da una quarantina di persone
NAPOLI (28 dicembre) – Incendio in un campo rom, la notte scorsa, a Napoli, sotto un cavalcavia nella zona di Taverna del Ferro, nel quartiere di Secondigliano: l’allarme è scattato intorno alle 4.30 della scorsa notte in via Caserta al Bravo, alla periferia di Napoli.
Si tratta di un campo abitato da una quarantina di persone, tra le quali anche alcuni barboni. Quando sono arrivati i vigili del fuoco per spegnere le fiamme solo pochi nomadi erano ancora presenti e si apprestavano a prendere le proprie cose. Le fiamme e l’intenso fumo non hanno provocato feriti.
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27 DICEMBRE, CUNEO
Brucia roulotte disabitata al campo nomadi
27 dicembre, Alba, Cuneo. Intorno all’1 di questa notte i vigili del fuoco di Alba sono accorsi al locale campo nomadi per spegnere una roulotte in fiamme. Al momento del propagarsi del rogo il mezzo era disabitato. A dare l’allarme uno dei “sinti” che abita all’interno dell’area lungo il fiume Tanaro. I carabinieri stanno indagando sulla natura dell’incendio.
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26 DICEMBRE, ROMA
Ustionati mamma romena e tre figli in incendio baracca
La donna ed i bambini si erano nascosti ai pompieri perché irregolari
Una donna romena di 31 anni, le figlie di 13 e 11 anni ed il bimbo di 4, sono rimasti ustionati nell’incendio della loro baracca in via Alvaro del Portillo, a Trigoria, nella zona circostante il Campus universitario biomedico.  Ustioni considerate almeno inizialmente non serie e che però hanno comunque reso necessario il trasferimento dei quattro all’ospedale Sant’Eugenio.
A dare l’allarme ai vigili del fuoco di Roma, distaccamento Eur, e’ stata una telefonata al 115 arrivata intorno alle 21 e sul posto sono subito intervenute due squadre di pompieri che hanno presto domato le fiamme che si erano propagate all’intera baracca, causate da una candela caduta sulle coperte. La donna e i tre piccoli erano riusciti a scappare prima di restare intrappolati dalle fiamme o intossicati dal fumo. Il gruppetto é stato poi trovato dai vigili del fuoco poco distante, erano tutti nascosti dietro alcuni alberi. La donna non voleva che lei e i figli venissero identificati da polizia e carabinieri, in quanto non in regola con i documenti di soggiorno. Madre e figli sono stati quindi trasferiti in ospedale. Al momento dell’incendio, il capofamiglia, anch’egli di nazionalità romena, era invece in un’altra baracca.
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26 DICEMBRE, ROMA
Romena e figlio di tre anni muoiono in incendio baracca
Avevano acceso il fuoco per scaldarsi 
Ostia, Roma, 26 dicembre – Una donna romena di 32 anni ed il figlio di 3 sono morti nell’incendio divampato poco prima delle 8.30 all’interno di una baracca,  in una bidonville nella pineta di Castelfusano a Ostia, sul litorale romano. Dorina, 32 anni, ed il figlio Kristinel, erano arrivati dalla Romania solo domenica, per trascorrere le feste di Natale col marito che svolge lavori da carpentiere nella Capitale. L’uomo non si trovava nella baracca al momento dell’incendio, era uscito presto per andare al lavoro.
Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco che, per raggiungere la baracca, hanno dovuto abbandonare i propri mezzi sulla strada e proseguire a piedi a causa della fitta vegetazione. L’incendio è stato domato con la sabbia. Le cause dell’incendio sarebbero dovute a una fiammata divampata da un fuoco acceso per riscaldare l’interno della baracca. 
A dare l’allarme alcuni abitanti della baraccopoli di Castelfusano che hanno sentito le urla della donna e visto il rogo della baracca. Poi, dalla bidonville nel fitto della vegetazione, è stato un fuggi fuggi generale.
Il luogo dove si è consumata la disgrazia racconta della povertà e del degrado nel quale tanti immigrati a Roma sono costretti a vivere. La baracca andata a fuoco si trova a circa 700 metri dalla via Litoranea, completamente immersa nella fitta vegetazione. Non ci sono strade che portano all’interno della pineta, ma solo sentieri quasi inaccessibili. Proprio in queste area nascosta sorgono la baracca e altri rifugi di disperati.
CRONACA
- Castelfusano, madre e figlio muoiono nell’incendio della loro baracca
Il sindaco Alemanno: “Una tragedia orribile, via la favela entro l’estate”
la Repubblica ROMA.it – 26 dicembre. Una donna di 32 anni e il figlio di tre, di origine rumena, sono morti questa mattina nell’incendio divampato, intorno alle 8,15, nella loro baracca nella pineta di Castelfusano, sul litorale di Ostia. I due erano arrivati a Roma solo domenica per trascorrere il Natale in compagnia del padre che svolge lavori saltuari nella Capitale. Sul posto si è recato il sindaco, Gianni Alemanno. “Questa è una tragedia terribile – ha detto – che nasce purtroppo dalla piaga degli accampamenti abusivi dentro le aree urbane, una piaga su cui sono già stati fatti molti interventi ma su cui bisogna essere ancora più incisivi”. 
- Madre e figlio muoiono in incendio baracca a Roma
Nella baraccopoli vivono circa 400 persone
27 dicembre, ANSA.it. ROMA – Una bidonville immersa nel fitto della vegetazione, a pochi passi da Roma, dove persino i vigili del fuoco non hanno potuto portare i loro mezzi e hanno spento le fiamme con la sabbia e le pale. Il fuoco era stato acceso per cercare di scaldare quell’alloggio di fortuna fatto di legno e cartoni. Dorina, 32 anni, era arrivata dalla Romania, dove viveva col figlio, Kristinel, per trascorrere le feste di Natale col marito, in Italia da diverso tempo. Dorina e Krisitinel hanno fatto in tempo a festeggiare Natale con gli altri baraccati, un Natale di piccoli regali e solidarietà tra la miseria.
E con la morte della madre e del suo bambino si è scoperto che nella baraccopoli di Castelfusano ci vivono circa 400 disperati, accampati in giacigli fatiscenti e pericolosi. “Siamo solo lavoratori, siamo qui per lavorare”, ripetono alcuni di loro, una frase che suona come triste cantilena. Indossano vecchie tute e maglioni lisi e tremano. Per il freddo e la paura. Sono manovali come il marito di Dorina che stamani non c’era al momento della tragedia: si era alzato presto per cercare un lavoretto. Chi invece era rimasto nelle baracche stamani ha sentito le urla della donna, ha visto il rogo e ha dato l’allarme chiamando soccorsi. Poi però in molti sono fuggiti per paura di essere rimandati in patria.
- Costretto a vivere in una baracca. “L’inferno per mia moglie e mio figlio”: la testimonianza di Cristinel Verbuncu - la Repubblica, 27 dicembre.

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24 DICEMBRE, REGGIO EMILIA
Bottiglia incendiaria contro area per nomadi
Distrutti i bagni in un’area attrezzata per accogliere una famiglia di Sinti
Telereggio, 24 dicembre – La chiamata è arrivata alle 9.30 dal responsabile del vicino canile comunale. L’uomo si era accorto che l’acqua corrente arrivava al canile con molta lentezza e ha segnalato la cosa ai tecnici del Comune. Giunti in via Felesino, gli addetti comunali hanno capito subito cosa era successo. Qualcuno nella notte aveva lanciato una bottiglia incendiaria contro i servizi igienici dell’area che il Comune sta allestendo per ospitare una famiglia di nomadi Sinti, provenienti dal campo di via Gramsci. La molotov rudimentale ha spaccato una tubatura dell’acqua. Proprio l’acqua ha impedito che le fiamme si estendessero agli altri locali, ma i bagni sono andati distrutti.
In via Felesino è arrivato anche il sindaco di Reggio Graziano Delrio: “Prima di tutto mi dispiace perchè questa era la casa per una famiglia. Una famiglia di gente perbene, che ha fatto un patto con il Comune. Una famiglia con dei problemi e figli handicappati. Comunque non ci facciamo intimidire a andiamo avanti”.

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20 DICEMBRE, PALERMO
Incendio in campo nomadi a Palermo
Zingari chiedono acqua, vigili riempiono alcune cisterne
ANSA – PALERMO, 20 DIC – In fiamme una baracca del campo nomadi alla Favorita a Palermo. Per spegnerlo sono intervenuti i vigili del fuoco. Gli zingari dopo che i pompieri hanno spento l’incendio hanno circondato l’autopompa chiedendo di avere riempite le loro cisterne di acqua. Vi sono stati anche lanci di pietre. Sono intervenuti i poliziotti. Dopo avere spento l’incendio i vigili del fuoco hanno riempito di acqua alcune cisterne nel campo nomadi, facendo cosi’ rientrare la protesta dei nomadi.

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19 DICEMBRE, FOGGIA
Bimbo muore in incendio del “campo rom”
Geylo, di due anni e mezzo, è morto nell’incendio del “campo nomadi” in periferia di Foggia
Borgo Arpinova,  Foggia, 19 dicembre.  Si chiamava Geylo, il bimbo macedone di due anni e mezzo rimasto carbonizzato nell’incendio divampato questa sera, alle 18,30, nel “campo nomadi”, che ha distrutto 15 tra roulottes e case pre-fabbricate. Una decina di persone sono state intossicate in modo lieve.
LE FIAMME, LA MORTE
Secondo
i primi accertamenti della polizia, l’incendio sarebbe stato causato dal corto-circuito di una stufetta proprio nella roulotte dove dormiva il piccolo rom e da lì, si sono subito propagate alle roulotte e pre-fabbricati vicini. I genitori del bambino sono riusciti a portare fuori i due fratellini più grandi. Il padre ha cercato di rientrare nella roulotte ma il fuoco l’aveva ormai completamente avvolta ed il tetto è ceduto poco dopo colpendo in pieno il piccolo che dormiva nella culletta.

Le fiamme, su un fronte di venti metri, sono state spente dai vigili del fuoco i quali sono riusciti ad evitare che l’incendio si propagasse al resto dell’accampamento. Il corpo del bambino carbonizzato è stato rinvenuto poco prima delle nove di sera. Sul posto, dopo la tragedia, sono giunti anche il vicesindaco di Foggia Potito Salatto e l’assessore comunale alla Protezione civile e immigrazione Paolo De Vito, che avevano predisposto l’accoglienza nelle strutture della Caritas dei Rom macedoni che però hanno deciso di trascorrere la notte nelle baracche dei parenti. Nell’accampamento vivono 53 nuclei familiari per un totale di circa 200 macedoni. 67 sono i minori iscritti alla scuola dell’obbligo.
IL “CAMPO DI ACCOGLIENZA” DI ARPINOVA
Il “campo di accoglienza” per Rom Macedoni” di Borgo Arpinova, a circa 12 km. dalla città, nasce il 13 marzo 2005 per il trasferimento dei Rom dal “campo di via San Severo” alla periferia di Foggia, che era stato aperto nel 1995 e distrutto da un incendio, per cause non accertate, il giorno prima, il 12 marzo. I Rom vengono trasferiti a Borgo Arpinova dove sono state installate un centinaio di roulotte, e subito iniziano le petizioni di protesta. Il trasferimento doveva essere provvisorio e durare sei mesi, in attesa di una sistemazione definitiva. Ma i Rom, dopo tre anni vivono ancora lì in condizioni alquanto precarie.
UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA
Antonio Vannella, presidente Opera Nomadi Foggia
20 dicembre. Quella che si è verificata ieri, secondo Antonio Vannella, è una tragedia an-nunciata: “Il campo nomadi  di Arpinova è un ‘campo’ nato dalle ceneri di un altro incendio – afferma -, quello accaduto 4 anni fa in via San Severo, e da allora la situazione è instabile e precaria”. Antonio Vannella è il presidente della sezione dell’Opera Nomadi di Foggia che, convenzionata con il Comune, fa accompagnamento scolastico per i minori ed accompa-gnamento alla sanità.
I Rom macedoni abitano nel territorio da ormai 20 anni e la maggior parte delle famiglie, non tutte, è in regola col permesso di soggiorno. I Rom sono inseriti nel lavoro, qualcuno ha trovato occupazione alla Fiat di Vasto, altri fanno il camionista e i venditori ambulanti.
“La situazione del ‘campo di accoglienza’ di Arpinova è talmente precaria ed esasperata – spiega Antonio Vannella – che il rischio di un incidente era altamente prevedibile. L’ultimo controllo dell’Ufficio Igiene, di sei mesi fa, ha relazionato che le condizioni igienico-sanitarie sono al limite. Le richieste dell’Opera Nomadi – continua il presidente dell’associazione – sono per una politica si pieno impegno sociale verso i Rom. Un immediato intervento che sostituisca le roulottes, e rimpiazzi quelle bruciate, ed un presidio stabile della Croce Rossa  nel ‘campo’ a seguito di questa emergenza. Ma occorre un preciso del comune di Foggia per superare la ‘politica del campo’. Che il Comune si attivi ad usufruire del Bando Regionale 2009 – conclude ed esorta Vannella -, che destina 3 milioni di euro ai progetti per gli immigrati, per ottenere finanziamenti al progetto dell’Opera Nomadi già depositato in Comune, per l’allestimento di un villaggio abitativo attrezzato, sulla scia di quelli di Firenze e di Napoli”.

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23 OTTOBRE, NAPOLI

Incendio domato del campo rom

Al ” campo” abitato da una trentina di Rom al Rione Luzzati

(InchiostrOnline – Beniamino Daniele – Walter Mendolla)

25 ottobre – C’erano anche donne e bambini nel campo rom alle spalle del Centro Direzionale di Napoli che quattro ragazzi hanno tentato di incendiare giovedì notte. Le fiamme divampano verso le 22.00. Circa un quarto d’ora dopo arrivano vigili del fuoco e polizia. Le operazioni per spegnere l’incendio durano ore e la dinamica dei fatti non è del tutto chiara. Il piccolo agglomerato di baracche, abitato da una trentina di persone, si trova all’ingresso del popoloso rione Luzzatti, di fianco a un complesso sportivo abbandonato e vicino l’ingresso dall’autostrada. Nella zona ci sono tante prostitute, e all’arrivo della polizia fuggono via. Qualcuna, senza farsi vedere, si ferma e ci racconta qualcosa. «Erano in quattro – racconta una – correvano sui motorini, poi si sono fermati, hanno gettato delle bottiglie piene di benzina e hanno dato fuoco a tutto». «Abbiamo provato a vedere le targhe dei motorini – racconta un’altra – ma correvano, ci puntavano con i motorini per spaventarci e a qualcuna di noi sono arrivati anche schiaffi».

Il campo è nascosto da una collinetta di rifiuti e da enormi pile di cassette per la frutta che i commercianti del vicino mercato ortofrutticolo depositano ogni giorno. Mentre i vigili del fuoco lavorano per domare le fiamme e la polizia tenta di ricostruire i fatti, saliamo sulla collinetta di rifiuti ed entriamo nel campo. E’ tutto buio. Hanno un generatore di corrente elettrica che per sicurezza hanno staccato quando sono divampate le fiamme. Quando riscendiamo la collinetta di rifiuti troviamo un capannello di curiosi. Avviciniamo due ragazzi. «E’ morto qualche zingaro? – ci chiede uno -. Se non è morto nessuno ci penso io domani a ucciderli». L’altro non parla, e i due hanno tutta l’aria di chi è “tornato sul luogo del delitto”.

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18 OTTOBRE, VARESE
Incendio distrugge roulotte in un campo nomadi
Tradate, Varese. Un incendio ha distrutto una roulotte in un campo nomadi in via Dei Caduti a Tradate. L’incendio è divampato intorno alle 3 del mattino ed è stato provocato, secondo quanto accertato dai carabinieri della stazione di Tradate, da un corto circuito.
La roulotte veniva utilizzata da una famiglia, costituita da 6 persone, come cucina. Quando le fiamme si sono propagate il gruppo di nomadi stava dormendo in un’altra roulotte. Sono riusciti a lanciare l’allarme ma non a spegnere l’incendio che si è propagato ad un’altra struttura, bruciandola in parte. Tempestivo l’intervento dei vigili del fuoco di Busto Arsizio che hanno lavorato fino alle 6 per domare le fiamme.

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14 OTTOBRE, GROSSETO
Un uomo muore nell’incendio del camper
Due caravan sono finiti distrutti dalle fiamme in un incendio cha ha causato la morte di un uomo. Tanti misteri dietro la tragedia, in primis l’identità della vittima. Nessun dolo ma solo un banale e tragico incidente, un fornello o una sigaretta).
(16 ottobre, Gianluca Domenichelli, La Nazione).
Follonica – Il piazzale sterrato della Fonderia Leopolda, all’Ilva, l’altra notte era deserto e sgombro di auto. C’erano parcheggiati solo tre camper, vecchi e malandati, ben noti da tempo ai follonichesi per ospitare una numerosa comunità di nomadi stranieri e italiani, tutti senza un’occupazione fissa: due caravan sono finiti distrutti dalle fiamme di un incendio che ha causato la morte di un uomo, e un altro è sparito assieme ai suoi occupanti al levarsi del rogoAncora sconosciuta l’identità della vittima: il corpo ritrovato carbonizzato in uno dei due caravan, disteso sul pianale vicino all’uscita tra la rete annerita del letto e la parete, resta ancora senza nome.

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14 OTTOBRE, PONTICELLI (Na) 
Ponticelli, devastato campo rom
Fuoco alle baracche di via Argine: si è rischiata la tragedia
(Cristina Zagaria, La Repubblica, Napoli)
Nuovo incendio in un campo rom. Di nuovo in via Argine, a Ponticelli. Nessun ferito, ma si è rischiata la tragedia: alle porte del campo, infatti, ci sono i tubi che portano combustibile e gas dalle raffinerie della zona orientale alla Darsena Petroli del porto e poco distante ci sono anche due distributori di benzina.
L´incendio, in un tratto di via Argine quasi di fronte al porto, è divampato intorno alle otto di ieri mattina. Ci sono volute cinque ore per domarlo. Le fiamme altissime e la densa colonna di fumo hanno mandato in tilt il traffico in città per tutta la mattina.
Il campo rom, che si trova proprio sotto la rampa d´uscita dell´autostrada A3, in via Marina, era stato censito dalla prefettura la settimana scorsa. C´erano una trentina di rumeni, una decina di adulti e tutti gli altri bambini. L´incendio, che ha distrutto un gruppo di baracche, sembra doloso: il fuoco ha devastato gli alloggi in diversi punti dell´accampamento, lasciandone intatti altri. Ci sono, cioè, più focolai. Ma secondo un primo sopralluogo della polizia scientifica «non ci sono prove di una mano esterna». Due le ipotesi allora. Un raid vandalico, un gesto di intolleranza e razzismo sulla scia degli incendi che a Ponticelli hanno devastato i campi da maggio scorso fino a settembre. Oppure una fuga organizzata dagli stessi rom che, dopo il censimento, hanno deciso di abbandonare il campo e di bruciare tutto quello che avevano, per non lasciare tracce.
L´incendio, in un tratto di via Argine quasi di fronte al porto, è divampato intorno alle otto di ieri mattina. Ci sono volute cinque ore per domarlo. Per tutta la mattina la società Autostrade meridionali ha chiuso il tratto dell´A3 Napoli-Salerno, tra gli svincoli di San Giovanni e Napoli centro, in entrambe le direzioni per il fumo intenso causato dall´incendio.

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9 OTTOBRE, VICENZA
Rogo al campo nomadi – Una famiglia sfollata
Halilovic certi: «È dolo, è stato un tossico»
(Giornale di Vicenza) Vicenza, 10 ottobre – Un furioso incendio ha distrutto ieri macchina un container, una sorta di bungalow dove viveva una famiglia di nomadi all’interno del campo di via Cricoli. Ora una famiglia con 7 figli è senza un tetto, ed è stata provvisoriamente ospitata da alcuni parenti. Le vittime del rogo sostengono che si tratti di un dolo, ed indicano in un giovane vicentino il responsabile, mentre i primi accertamenti di carabinieri e pompieri fanno propendere per cause accidentali: un corto circuito. L’incendio è divampato intorno alle 10.30. Da un container uscivano delle alte fiammate ed è stato dato l’allarme ai vigili del fuoco, intervenuti poi con l’ausilio dei militari del radiomobile e della polizia locale. Il fuoco si era sviluppato all’interno del bungalow, in cui erano stipati giacigli, materassi e moltissimi vestiti, oltre ad altro materiale. Il calore ha fatto scoppiare i vetri e l’aria ha dato nuovo ossigeno al fuoco, spento dai pompieri in un paio d’ore di lavoro mentre un denso fumo acre si è levato alto in cielo, visibile a distanza. I vigili hanno anche dovuto smassare il vestiario, fra la disperazione della famiglia Halilovic che viveva all’interno.

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2 OTTOBRE, VARESE

Roulotte distrutta da un incendio

Busto Arsizio – Il fatto si è verificato in via Magenta

Una roulotte è andata completamente distrutta da un violento incendio presso il Campone di via Magenta, tra Sacconago e Borsano. Il fatto si è verificato poco dopo le ore 20 di giovedì 2 ottobre. Al momento del sinistro, nella roulotte non si sarebbe trovato nessuno, e non risultano feriti. L’allarme è stato dato dai residenti dell’abitazione più vicina. Sul posto si sono rapidamente portati i Vigili del fuoco per domare le fiamme e una pattuglia del commissariato di polizia per accertare l’accaduto, che dalle primissime notizie parrebbe accidentale – le fiamme sono probabilmente state causate da un corto circuito di qualche apparecchiatura elettrica. Nella roulotte, secondo quanto riferiscono i vicini, viveva una famiglia di nomadi, una coppia con una bambina, sul posto da circa un mese. Al Campone in passato si registrava la regolare presenza di gruppi di giostrai.

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30 SETTEMBRE, ROMA

Incendio al campo nomadi di via della Barbuta

Un incendio senza conseguenze per persone è scoppiato all’interno del campo nomadi di via della Barbuta.

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24 SETTEMBRE, MILANO
Muore in incendio ragazzo rom
L’incendio, in ex area Falck, scaturito da una candela
Milano, 24 settembre 2008 (Adnkronos)
E’ stata una candela lasciata accesa a uccidere il ragazzo romeno di 14 anni morto nell’incendio che si e’ sviluppato in un edificio dismesso nell’ex area Falck di Sesto San Giovanni, comune alle porte di Milano. Una struttura abitata da nomadi, circa una trentina, che sono riusciti a mettersi in salvo. Non ce l’ha fatta, invece, il 14 enne morto nel sonno. Il fumo probabilmente lo ha stordito e le fiamme lo hanno divorato. Il fratello, con cui viveva, non ha potuto far nulla di fronte al fuoco che ha distrutto il locale occupato dai nomadi. La vittima, al momento, non ha ancora un nome. I carabinieri stanno cercando di ricostruire ogni particolare e dettaglio dell’incendio avvenuto poco dopo la mezzanotte.   

- Sesto S. Giovanni, muore 14enne rumeno, viveva d’elemosina
L’Unità, 25 settembre,  Oreste Pivetta
Daniele Mariano, venuto dalla Romania in Italia otto mesi fa per trovare chissà quale fortuna, è morto, a quattordici anni, emigrante senza niente addosso, più povero di prima, sicuramente con la speranza ancora di cambiare qualcosa della sua vita, con la forza della sua giovinezza. Daniele chiedeva l’elemosina ai semafori, probabilmente sfruttato da qualche banda. Molti, ragazzi come lui, si prostituiscono. Nessuna scuola, nessun aiuto, nessuna assistenza. La sua giornata era un provare a cavarsela nella minor sofferenza possibile.
- Ex Falck, rom muore bruciato. “Lo ha ucciso l´indifferenza”
La Repubblica -Milano, 25 settembre. Sandro De Riccardis
Una tragedia annunciata, una morte non casuale. La tragica fine di Marian Danilà, il ragazzo rom di 14 anni morto la scorsa notte nell´incendio scoppiato nell´area ex Falck, a Sesto San Giovanni, riporta l´attenzione sul degrado in cui vivono centinaia di extra-comunitari in città.

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20 SETTEMBRE, PISA

Bruciano le baracche dei rom
Due ore e mezzo di fumo e fiamme sotto il ponte alle Bocchette

4 baracche in fumo, una diecina di persone senza tetto

TRAGEDIA sfiorata nel pomeriggio all’accampamento abusivo sotto il ponte alle Bocchette, l’ennesimo ingoiato dalle fiamme dopo che uno spaventoso rogo, sprigionatosi da un’auto per cause accidentali, si è propagato alle baracche e alle masserizie accatastate nel canneto. Per fortuna non ci sono state vittime perché le fiamme sono divampate nel pomeriggio, intorno alle 16.30. E i nomadi accampati in quel terreno hanno avuto il tempo per mettersi in salvo. Sono stati loro stessi a dare l’allarme ai vigili del fuoco, non appena si sono resi conto che le fiamme – che credevano di poter domare da soli – stavano invece avvolgendo tutto a grande velocità. IL ROGO è stato domato solamente intorno alle 19, con l’intervento di due squadre dei vigili del fuoco da Pisa e il supporto di un’autobotte dal distaccamento di Cascina. Alla fine la conta dei danni è pesante: quattro baracche andate in fumo e anche diverse carcasse di auto. Gli accampati hanno seguito le operazioni di spegnimento con trepidazione, vedendo sparire sotto le fiamme tutti i loro averi. In quell’accampamento – l’ennesimo alloggio di fortuna spuntato fra i canneti lungo l’argine del fiume da un giorno all’altro- magari prima solo una roulotte e, dopo una settimana, una baracca di legno e lamiere – ci vivevano alcuni nuclei familiari, poco più di una decina di persone fra cui bambini, che adesso sono rimasti senza un tetto. In serata sono stati contattati gli operatori dei servizi sociali per provvedere a una sistemazione per la notte.

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1 SETTEMBRE, UDINE

Incendio doloso al campo nomadi
Udine, 2 settembre. Incendio doloso ieri mattina intorno alle 10,30 ai margini dell’area del campo nomadi via Monte Sei Busi ad Udine, ignoti hanno appiccato il fuoco a tre balle fieno di proprietà di Ivan Pasquale. L’incendio definito modesto si è sviluppato ed auto-estinto nell’area agreste lontana dall’abitato non provocando alcun danno alle persone, rimane comunque un brutto segnale della atmosfera che si vive nella zona.

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29 AGOSTO, NAPOLI

Rom: Fiamme in campo nomadi nel napoletano

Due incendi in poco tempo al campo rom

(Fonte: Repubblica.it) – Due incendi a poca distanza di tempo questa mattina in un campo abitato da rom nomadi nella zona Asi di Giugliano, nel napoletano. Il primo rogo è divampato intorno alle 12, ha interessato due baracche ed è stato spento da due squadre dei vigili del fuoco. Il secondo si è registrato intorno alle 14, e sta intervenendo una squadra. Tra le cause del primo incendio non si esclude l’ipotesi dolosa. Secondo quanto si è appreso, potrebbero essere stati gli stessi nomadi a dare fuoco a un accampamento temporaneo che si accingono a lasciare.

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14 AGOSTO, ROMA
A fuoco baracche del campo nomadi Casilino 900
Roma (14 agosto) – Verso le 10 di stamani un incendio ha colpito due baracche del campo nomadi Casilino 900. Sta bene anche l’anziana donna rom che si trovava all’interno delle baracche. Completamente distrutto il suo rifugio.

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6 AGOSTO, ROMA
Incendio in campo nomadi a Roma, nessun ferito
Coinvolte otto baracche in via delle Messi d’Oro
Un incendio è divampato nel tardo pomeriggio all’interno di un campo nomadi a Roma, in via delle Messi d’Oro, nei pressi della fermata della metropolitana Santa Maria del Soccorso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e i volontari della Protezione Civile. Secondo quanto si è appreso le fiamme hanno interessato inizialmente una baracca e ne hanno coinvolto poi altre sette. Al momento non risultano feriti.

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28 LUGLIO, FIRENZE

Molotov contro carovana di nomadi

FIRENZE (29 luglio) – Una bottiglia incendiaria è stata lanciata ieri sera contro un’auto di nomadi di una carovana che si era fermata nella zona industriale di Stabbia, nel comune di Cerreto Guidi (Firenze). La molotov non ha provocato incendi ma qualche ammaccatura al veicolo. Intorno alle 22 i nomadi, in tutto una sessantina, di etnia sinti con cittadinanza italiana, in viaggio su una ventina di veicoli, erano in sosta da alcune ore a Stabbia. Dalle testimonianze raccolte, a lanciare la bottiglia, contenente benzina e uno stoppino acceso, sarebbero stati in due, a volto coperto e che viaggiavano a bordo di un quad.

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26 LUGLIO, PISA
Razzisti incendiano baracche di insediamento rom
Vi vivevano anche i genitori della bambina morta nel rogo di Livorno lo scorso anno
(Gruppo EveryOne) –  Sabato 26 luglio, a Pisa, sotto il Ponte della Cittadella, sulle sponde dell’Arno, intorno alle 15, un gruppo di razzisti ha appiccato il fuoco all’insediamento Rom, composto da cinque baracche, dove vivevano anche Victor ed Elena Lacatus, genitori della piccola Lenuca Carolea, morta ad agosto dello scorso anno nell’ormai noto “rogo di Livorno”, dove hanno perso la vita altri tre bambini di etnia Rom. Le fiamme si sono subito sviluppate investendo interamente le baracche e distruggendo anche tutto ciò che vi era contenuto: vestiti, qualche suppellettile e tutti gli effetti personali delle famiglie…

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22 LUGLIO, ROMA

Vasto incendio in campo nomadi di via Candoni

Nessuna vittima tra le 600 persone residenti

Un incendio di vaste proporzioni si e’ sviluppato nella notte di ieri nel campo nomadi di via Candoni, alla Magliana, periferia ovest di Roma, abitato da circa 600 persone. In questo insediamento la scorsa settimana la Croce rossa aveva avviato le prove generali del censimento della popolazione nomade residente a Roma. La polizia scientifica e i vigili del fuoco effettueranno stamani un sopralluogo per completare i rilievi scientifici che possano escludere definitivamente l’ipotesi che a originare l’incendio di sterpaglie che circondano il campo nomadi di via Candoni a Roma siano state tre bottiglie molotov lanciate da alcune auto. ”Stanotte abbiamo avuto paura, i bambini erano terrorizzati ma per fortuna l’arrivo dei vigili del fuoco ha evitato il peggio”. E’ il racconto di Mioara Miclescu, che vive nel campo nomadi. ”Abbiamo sentito un botto e siamo subito corsi a chiudere l’ingresso del campo – racconta Miclescu -. Vedevamo le fiamme tutt’intorno e abbiamo temuto il peggio perché’ il forte vento spingeva l’incendio proprio nella nostra direzione”.

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14 LUGLIO, PONTICELLI (Na)
Baracche in fiamme al campo rom
Ponticelli (Na). Ancora alta la tensione a Ponticelli, il quartiere orientale del capoluogo partenopeo, teatro due mesi fa di roghi ai campi rom, in seguito a un presunto rapimento di una bambina di sei mesi da parte di una ragazza Rom. Un altro incendio si è verificato lo scorso 6 luglio, per il ritorno di alcune famiglie che erano state costrette a fuggire dopo le proteste. Ora ritorna la minaccia del fuoco. Ieri pomeriggio, infatti, alcune baracche di un campo disabitato sono state date alle fiamme. Per gli inquirenti si tratta dell’ennesimo avvertimento perché le famiglie nomadi non ritornino più. 

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6 LUGLIO, PONTICELLI (Na)
Liquido infiammabile in rogo del campo nomadi a Napoli
Bruciate le baracche di quattro  famiglie che erano tornate a Ponticelli
(la Repubblica.it).
Napoli, 7 luglio - I carabinieri hanno trovato tracce di liquido infiammabile nei resti del campo nomadi di via Argine a Napoli andato a fuoco ieri sera intorno alle 20 nel quartiere di Ponticelli, la zona dove la tensione tra abitanti e rom è alta dal maggio scorso, dopo il presunto tentato sequestro di una bambina da parte di una zingara 16 enne.
Dai quattro campi della zona i rom erano andati via più di un mese fa, in alcuni casi scortati dalla polizia, ma da due giorni quattro famiglie, per un totale di 25 persone, hanno rioccupato quattro baracche tra via Argine e via Nifo, poco distante dall’insediamento bruciato. Che il rogo fosse doloso lo avevano già affermato i vigili del fuoco subito dopo l’operazione di spegnimento durata alcune ore; ma solo gli esami sul terreno e sui resti delle trenta baracche hanno permesso di trovare la conferma del sospetto.

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17 GIUGNO, BARLETTA

Nomadi: in fiamme baracca a Barletta

(ANSA) – Barletta 17 giugno – Sono ancora al lavoro stamani carabinieri e vigili del fuoco a Barletta, nel campo nomadi, per accertare le cause dell’incendio. E’ andata distrutta una baracca disabitata nella parte esterna dell’agglomerato. Si cerca di stabilire se il fuoco sia stato appiccato volontariamente. Nell’incendio nessuna persona e’ rimasta ferita. Il capo della comunità Rom ha parlato di insulti rivolti da ragazzi nei loro confronti nei giorni scorsi ma anche di dissidi interni alla comunità stessa.

- Al fuoco il campo nomadi (Cittadini senza padroni) - «Siamo molto spaventati per quello che è successo e non posso ancora dimenticare. Continuo a sentire nelle mie orecchie le grida di due ragazzi che da una moto ci dicevano farete la fine di Napoli. Abbiamo rischiato di morire bruciati nelle nostre baracche. Desidero ringraziare i vigili del fuoco e i carabinieri per come ci hanno trattato. Inoltre devo dire che il Comune di Barletta non ci è per niente vicino e nessuno si è fatto vivo. Ci lasciano in questo stato e non si occupano mai di noi». È scossa Angela Azovic, 28enne, una delle occupanti del campo nomadi ubicato all’estrema periferia di Barletta nel rione Barberini… 

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15 MAGGIO, PONTICELLI (Na)

Assalti al “campo nomadi”

700 nomadi sono costretti a fuggire
Flora Martinelli accusa una zingara di 16 anni di aver tentato di rapire la sua bambina, l’accusa si rivela falsa ma la popolazione per diversi giorni assalta cinque campi rom a colpi di bottiglie molotov; un vero e proprio pogrom con immagini che riportano alla memoria le deportazioni ai tempi del fascismo; 700 nomadi sono costretti a fuggire, ma per settimane i loro insediamenti e le loro abitazioni vengono presi di mira dalla popolazione.

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14 MAGGIO, PONTICELLI (Na)

Napoli, nuovi incendi al campo rom
Situazione tesa in città: dopo l’assalto di ieri altri roghi provocati da bottiglie incendiarie

14 maggio- Dopo gli assalti di ieri, ancora roghi dolosi in campi nomadi di Napoli. Fiamme sono state appiccate con bottiglie incendiarie lanciate da ignoti in un insediamento nel quartiere Ponticelli. L’incendio sta bruciando le baracche in via Malibran. Il campo che si trova proprio di fronte alla villa comunale del quartiere era stato abbandonato nella notte scorsa dai nomadi. Sul posto sono già intervenuti i vigili del fuoco, mentre il traffico veicolare è interdetto dalla polizia.

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13 MAGGIO, PONTICELLI (Na)

Napoli: molotov in campo nomadi, incendio

Raid al campo di via Argine, fiamme in via Dorando Petri
Napoli, 13 mag. – Raid in un campo nomadi di via Argine, quartiere Ponticelli a Napoli. E’ acca-duto la scorsa notte, intorno all’una, alcuni ragazzi, a bordo di motorini, avrebbero lanciato una bottiglia incendiaria su una baracca al cui interno dormiva una famiglia con due bambini.
A denunciare il fatto alla polizia due occupanti del campo nomadi. Il principio di incendio è stato spento con diverse lenzuola.
Due ore prima, un altro episodio di intolleranza era avvenuto in un campo abbandonato in via Dorando Pietri: fiamme da ignoti a quattro baracche vuote. Sul posto sono intervenuti gli uomini della Scientifica per i rilievi. Gli episodi potrebbero essere la conseguenza del clima di tensione creatosi nel quartiere dopo il tentativo di sequestro, sabato scorso, di una neonata da parte di una ragazza rom. Il gip del Tribunale per i minorenni di Napoli, Anna Cappelli, ha convalidato il fermo della nomadesedicenne accusata di aver tentato di rapire la bimba di sei mesi. La giovane sarà trasferita al carcere minorile di Nisida.
Nel campo i rom sono terrorizzati: i bambini cercano di nascondersi, e piangono. “Ce ne andremmo via anche domani – dice una ragazza fra le lacrime – ma se usciamo da qui ora ci ammazzano“.

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10 MAGGIO, NOVARA
Novara, quattro molotov contro un campo nomadi: nessun ferito
Un campo di alcune baracche e trenta roulotte
(La prealpina, 12 maggio) – Il maltempo spegne le fiamme. L’accampamento ospita una trentina di roulotte e diverse baracche Quattro bottiglie molotov sono state lanciate, nella notte tra sabato e domenica, contro il campo nomadi di via Fermi, in quella che, nella zona di Santa Rita, viene definita Regione Abbondia. Il campo, da anni al centro di forti polemiche da parte dei residenti che abitano vicino alla struttura, ospita alcune baracche e una trentina di roulotte. Tre delle bombe incendiarie sono finite direttamente all’interno del campo rom, una quarta, invece, ha terminato la sua corsa contro la recinzione, rimanendo all’esterno della stessa struttura che ospita i nomadi, dalla parte opposta all’ingresso. Le molotov, fortunatamente non hanno provocato alcun danno, perché, nella zona, come nel resto di Novara, si era appena concluso un violento temporale. Una squadra dei vigili del fuoco si sono occupati di spegnere i restanti principi d’incendio nati dalle altre bombe. I nomadi del campo rom hanno raccontato ai poliziotti di aver sentito chiaramente, poco prima del rumore dell’esplosione delle bombe molotov, il rumore di alcuni scooter, o motociclette, che si erano avvicinati alla zona del campo. Rumori che, poi, dopo l’esplosione, non hanno più sentito Probabilmente il lancio è stato effettuato in corsa. Gli autori del gesto, poi, si sono velocemente dileguati. 

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8 FEBBRAIO, CUNEO
Rogo al campo nomadi di Alba: distrutta una roulotte
In salvo la famiglia residente all’interno del mezzo
(Grandain.com). Alba – Un incendio, sviluppatosi poco prima delle 15 di oggi nel campo nomadi di Corso Canale, ad Alba, ha interessato una roulotte dell’insediamento presso il quale vivono circa 110 persone: le fiamme hanno avvolto il mezzo, distruggendolo, per cause ora in via di accertamento da parte dei Carabinieri. Nessuno, fortunatamente, è rimasto ferito; i danni, inoltre, si sono limitati ad una sola roulotte anche grazie all’intervento degli occupanti del campo, che hanno allontanato di alcuni metri il mezzo in fiamme dagli altri, evitando così il propagarsi del rogo.

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10 GENNAIO, VENEZIA

Venezia, incendio in un Campo Nomadi
Si sospetta la natura dolosa

Un incendio di vaste proporzioni è scoppiato in un campo nomadi di Campalto, vicino a Venezia. Non ci sono stati feriti, ma diverse baracche sono andate distrutte. Per spegnere le fiamme sono intervenute tre squadre di vigili del fuoco, con altrettante autobotti. Secondo i primi accertamenti, le fiamme si sarebbero sviluppate in più punti, il che potrebbe significare che non si sia trattato di incidente.

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3 GENNAIO, ROMA

In fiamme l’ex fabbrica della Mira Lanza

Tutti salvi i circa 90 nomadi ed extracomunitari

Roma, 3 gennaio. Improvviso incendio all’ex stabilimento Mira Lanza, nel quartiere Marconi. Le fiamme sono divampate alle 22 di  in tre capannoni della struttura, che attualmente accoglieva nomadi ed extracomunitari – tutti per fortuna salvi nonostante stessero dormendo. Sul posto sono prontamente arrivate ambulanze e vigili del fuoco, e per domare l’incendio ci sono volute circa sei ore, in quanto le operazioni di spegnimento sono state rese difficili per la presenza di bombole del gas, alcune delle quali già esplose prima dell’arrivo dei soccorsi. Ancora da accertare la cause. I circa 90 immigrati sono stati trasferiti provvisoriamente nei padiglioni della ex Fiera di Roma, in attesa di una nuova destinazione.


.ANNO 2007 
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3 DICEMBRE, FOGGIA

Incendio baracca campo nomadi a Foggia

Romano Lil, 3 dicembre 2007

Foggia, 1 dic. Un incendio si è sviluppato questo pomeriggio intorno alle 16.30 al campo nomadi di Arpinova. Le fiamme sarebbero divampate a causa di un cavo della corrente elettrica entrato accidentalmente in contatto con una baracca. Nessun ferito nell’incendio: spavento per una donna in stato di gravidanza, solo qualche leggera escoriazione per il compagno. La situazione è subito rientrata nella normalità. 

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2 DICEMBRE, ROMA

Memoria di Lili e Sasa, a un anno dalla morte

Romano Lil, 2 dicembre 2007
Roma, 2 dicembre 2007. E’ passato un anno dalla morte di Lili e Sasa. Due ragazzi come tanti altri, bruciati in un container situato a ridosso del centro di Roma, nel campo attrezzato di via dei Gordiani. La madre di Sasa porta un lutto stretto che non abbandona nell’anniversario della morte di suo figlio: «Non è successo niente, da quando è morto; sembra non sia successo niente». 

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1 DICEMBRE, MILANO
Baracca in fiamme al campo nomadi

All’ improvviso, verso le 9 di ieri, le fiamme hanno distrutto una baracca all’ interno del campo nomadi di via Martirano 71. Per fortuna non ci sono stati feriti e l’ incendio è stato circoscritto solo alla baracca costruita con materiali di fortuna. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti i carabinieri. Le cause, ancora in corso di accertamento, si presumono accidentali. 

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26 NOVEMBRE, BOLOGNA

Incendio a “campo nomadi” di Bologna

Distrutta la roulotte, salva la ragazzina

Bologna, 27 novembre. Ieri sera verso le 20, un incendio ha distrutto una roulotte al ‘campo nomadi’ di via della Volta alla periferia della città. L’abitazione era temporaneamente vuota perché la ragazza, di 14 anni, che vi abitava da sola, si era allontanata per andare a comprare le sigarette.

A segnalare le fiamme ai Vigili del Fuoco è stato un cittadino che passava lungo la strada attigua al campo. Sul posto sono intervenuti i pompieri che hanno spento il rogo. E’ andata distrutta una roulotte in cui abitava da sola una ragazzina di 14 anni. L’adolescente, nata a Forlì ma con un cognome slavo, senza i genitori, con alle spalle un piccolo precedente di polizia per un furto, è stata accompagnata in Questura e quindi presso una comunità per minori dove l’è stato offerto un riparo e assistenza.

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20 NOVEMBRE, TORINO 

Incendio campo nomadi Torino: distrutte dieci baracche

Romano Lil, 21 novembre 2007

Torino 20 novembre. Una decina di baracche di un campo nomadi in via Germagnano, sono rimaste distrutte da un incendio sviluppatosi ieri pomeriggio. Nove famiglie, 35 persone, sono rimaste senza un posto dove dormire. Nessun ferito. L’insediamento abusivo sorge a cento metri di distanza da quello gestito dal Comune di Torino: vi dimorano Rom Romeni sfollati dall’abbattimento delle baracche sulle sponde della Stura. 

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19 NOVEMBRE , BOLOGNA 

Muore bambino romeno in incendio baracca a Bologna

Romano Lil, 19 novembre 2007

Bologna, 19 novembre. Un bimbo romeno di quattro anni è morto, ed altri due sono rimasti ustionati, in un incendio scoppiato prima dell’alba in una baracca a Borgo Panigale. I due fratelli, di 8 e 6 anni, uno gravissimo, sono stati trasportati al centro grandi ustionati dell’ospedale di Padova. La tragedia avviene in data 19 novembre, vigilia della giornata internazionale per i Diritti dell’Infanzia. 

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16 NOVEMBRE, PISA
Casa container in fiamme, anziani rom salvati

Incendio allo storico “campo nomadi” di Coltano

Il container-casa va a fuoco e due anziani rom vengono salvati da un vicino
Toscana Tv, 17 novembre 2007
E’ accaduto la scorsa notte nel campo nomadi di Coltano, nel pisano. L’ incendio, che ha distrutto la dimora dei due anziani, secondo gli investigatori, e’ di origine accidentale. Il rogo e’ stato causato dal difettoso funzionamento di una stufa a gas che ha incendiato alcuni indumenti stesi ad asciugare nelle vicinanze. Il rogo e’ stato spento dai vigili del fuoco e la coppia di rom e’ ora ospite di parenti che vivono nello stesso campo.
 

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12 NOVEMBRE – 1 OTTOBRE -- CON APPROFONDIMENTI

Incendi 12 novembre – 1 ottobre nei “campi” d’Italia

Romano Lil, 14 novembre 2007

14 novembre. A partire dai due ‘campi rom’ distrutti da incendi a Milano, due giorni fa, una rassegna sugli incendi, segnalati dalla stampa nazionale, dell’ultimo periodo. Incendi che non fanno molta notizia se non producono morti sul campo. E quando la producono, dopo le lacrime di coccodrillo istituzionali, resta la stessa situazione di pericolo, produttrice di altri incendi e di altre morti. Otto incendi nei “campi” da ottobre al 12 novembre.

- 12 novembre, Milano. Due campi rom distrutti da incendi

- 10 novembre, Roma. Incendio al “campo nomadi” Casilino 900

-   7 novembre, Cosenza. Incendiata baracca in “campo nomadi”

- 14 ottobre, Torino. Incendio in campo nomadi su sponde Stura

-   9 novembre, Lecco. Molotov e fumogeni, contro campo nomadi

-   6 ottobre, Genova. Bambina ustionata in incendio al “campo”

-   6 ottobre, Napoli. Campo nomadi distrutto da un incendio

-   4 ottobre, Roma. Morta la romena ustionata nell’incendio del 3 ottobre 

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20 SETTEMBRE, ROMA

Nuovo assalto, con molotov, a “campo nomadi” di Roma

Quaranta persone mascherate assaltano campo nomadi

Roma 20 sett. Quaranta persone armate di bottiglie molotov e bastoni hanno assaltato stanotte un campo nomadi, a ponte Mammolo, abitato da 30 famiglie di Rom Romeni. Lo stesso già preso di mira due notti fa col lancio di quattro bottiglie incendiarie, due delle quali esplosero provocando danni alle baracche e molta tensione. Un insediamento abusivo lungo l’Aniene, senza luce ed acqua: 30 famiglie con 50 bambini. I Carabinieri, avvisati dagli stessi residenti, hanno visto una quarantina di persone, con il volto coperto da passamontagna e armati di bastoni, catene, sassi e bottiglie, che a gran voce gridavano verso la baraccopoli, sfidando i rom ad uscire dall’accampamento: li hanno messi in fuga senza difficoltà riuscendo ad arrestarne uno. 

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18 SETTEMBRE, ROMA

Roma: bottiglie incendiarie contro “campo nomadi”

Quattro bottiglie incendiarie contro l’insediamento di ponte Mammolo
Roma 19 settembre. Quattro bottiglie incendiarie sono state lanciate ieri sera, contro un insediamento di Rom Romeni in via Furio Cicogna. Solo due bottiglie, andate in frantumi, hanno fatto divampare un piccolo incendio che non ha provocato danni. L’insediamento di ponte Mammolo, all’altezza dell’incrocio con via Tiburtina, è composto da dieci baracche e abitato da trenta persone. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Montesacro che hanno trovato e sequestrato le altre due bottiglie rimaste integre e una tanica di plastica di piccole dimensioni contenente benzina. I Rom hanno riferito ai militari di essere stati attratti dai rumori ma di non aver visto nulla.
 

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11 AGOSTO, LIVORNO
Quattro bambini rom muoiono nell’incendio della baracca a Livorno
Romano Lil, 11 agosto 2007
Livorno 11 agosto. Quattro bambini, dai 4 ai dodici anni, sono morti a seguito di un incendio che si è sviluppato, la scorsa notte verso le ore 11, in una baracca di un insediamento di Rom Romeni sotto un cavalcavia. I pompieri hanno trovato la baracca di lamiera e legno in fiamme e, dopo aver spento l’incendio, hanno trovato i corpi carbonizzati dei bambini. 

L’INCENDIO DEL 10 AGOSTO A LIVORNO
Il 10 agosto sono divampati tre incendi, conosciuti e divulgati, in diversi “campi nomadi” d’Italia: nell’insediamento abusivo di Livorno -coi quattro bambini morti, nel “campo attrezzato” dal Comune a Caserta e nell’insediamento abusivo sotto il cavalcavia di ponte della Ghisolfa, a Milano.

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11 AGOSTO, CASERTA

Tragedia sfiorata nell’incendio del “campo nomadi” di S. Maria C.V. (Caserta)
Romano Lil, 11 agosto 2007
Caserta, 11 agosto. Un comunicato dell’Opera Nomadi sulla “tragedia sfiorata” al “campo

Caserta, 11 ago. Comunicato ‘Opera Nomadi sulla “tragedia sfiorata” al “campo nomadi”.
S.Maria C.V. 10 agosto. Un vasto incendio è divampato alle ore 11 di mattina nel Campo attrezzato dal Comune in via Parisi. Area che ospita la Comunità Khorakhanè stanziale da 20 anni sul territorio. Ad aggravare la situazione la totale assenza di acqua. I Vigili del Fuoco sono intervenuti in ritardo perché i primi interlocutori credevano ad uno scherzo. Distrutti i ricoveri di alcune famiglie. Per fortuna nessun danno alle persone e soprattutto ai circa trenta bambini.

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11 AGOSTO, MILANO

In fiamme la baraccopoli dei rom: due feriti
il Giornale.it, 12 agosto
Milano 10 agosto. Sotto il cavalcavia Bacula di piazzale Lugano, ponte della Ghisolfa. Incendiate le baracche incendiate di una decina di nomadi che da qualche tempo aveva trovato rifugio nella polvere e nell’immondizia ai margini dei binari delle Nord. Per fortuna solo feriti: due rom romeni di 30 e 36 anni, il più giovane è rimasto ustionato alle gambe e ora è ricoverato al Niguarda, ma fuori pericolo. L’altra persona, lievemente intossicata, è stata dimessa poco dopo la visita al Fatebenefratelli. L’intervento di vigili del fuoco e forze dell’ordine ha evitato che il rogo attaccasse le altre roulotte sistemate sotto il cavalcavia e la carreggiata al di là dei pilastri.
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28 GIUGNO, MILANO
A fuoco campo rom di san Dionigi a Milano 
Le fiamme hanno interessato oltre cinquanta baracche
Milano, 28 giugno. Un incendio ha completamente distrutto le decine di baracche del campo rom di via san Dionigi, all’estrema periferia a sud di Milano. Il terzo in tre anni. Il campo era abitato da 50 famiglie, circa duecento persone. Nessuno è rimasto ferito perché gli abitanti, molti uomini erano al lavoro, si sono riversati velocemente in strada. Le donne e i bambini saranno ospitati nei dormitori del comune, “gli uomini si arrangino” ha dichiarato l’assessore Moioli, “prima l’emergenza”. Le cause dell’incendio non sono ancora ben chiare. Il “campo” era stato più volte oggetto di proteste e minacce.

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24 GIUGNO, MILANO – FOGGIA
Milano – Foggia: incendio al “campo nomadi” 
Da Milano a Foggia: incendio al campo nomadi
 
Milano – Foggia, 24 giugno. Incendio al “campo nomadi” di Rom Romeni a Sesto S. Giovanni (Mi): si sospetta la dolosità del rogo. Nessun ferito, distrutte quaranta baracche costruite con materiali di fortuna. Le associazioni di volontariato si sono subito attivate per portare acqua e cibo alle famiglie disperate. Incendio accidentale ad un “campo” abusivo di Rom a Foggia: distrutte dieci baracche.

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25 APRILE, ASCOLI PICENO 
Incendiato il campo nomadi del Rom che ha travolto quattro ragazzi 
Ascoli Piceno, 25 aprile. Un incendio è stato appiccato questa sera al campo nomadi di Appignano, al momento disabitato, dove abita il Rom che alla guida di un furgone ha travolto e ucciso, due notti fa, quattro ragazzi. Tre abitazioni e due roulotte sono state distrutte dall’incendio. “Non sprecate l’acqua”, gridavano alcuni cittadini contro i vigili del fuoco. Il comunicato di Massimo Converso, Presidente Nazionale dell’Opera Nomadi: “Il cordoglio dell’Opera Nomadi per le famiglie dei 4 giovani deceduti: ma perchè accanirsi sul popolo rom in quanto tale?”.
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2 APRILE, ROMA 
Baracca in fiamme nel campo nomadi
Un incendio è divampato nella notte tra sabato e domenica, per cause ancora imprecisate, in via dei Durantini. Ad andare in fiamme una baracca del campo nomadi della zona. Polizia e vigili del fuoco sono intervenuti sul posto e il rogo è stato immediatamente spento. Nessuno è rimasto ferito perchè al momento dell’ incendio la baracca era vuota.

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26 MARZO, GROSSETO

Muore bambina di cinque mesi in incendio baracca

Nella struttura c’erano altre 11 persone. Tra queste quattro sono gravemente ustionate

Follonica (Grosseto), 26 marzo.
Una bambina romena di cinque mesi è morta in un incendio che è divampato la scorsa notte in una baracca costruita da un gruppo di nomadi vicino ad un impianto di depurazione a Follonica, di proprietà del comune. Nell’incendio, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, sono rimaste ustionate gravemente quattro persone, e altre cinque hanno riportato bruciature più lievi.
Nella baracca, costruita con materiale plastico e legno, insieme alla piccola c’erano altre 11 persone, tutte romene, 2 bambini e altri nove adulti. L’incendio, accidentale, pare si sia sviluppato da una candela, poco prima di mezzanotte. Tutti sono riusciti ad uscire, ma nessuno è riuscito a portare fuori la bimba.
Le persone ustionate sono state trasportate negli ospedali di Follonica e di Grosseto. 

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12 MARZO, MODENA
Incendio distrugge roulotte campo nomadi via Baccelliera
Distrutta l’abitazione di Ersilia orfei, che abita al campo nomadi da 24 anni
(Fonte, Modena 2000) – Un incendio ha distrutto, stamattina verso le 6,30 un caravan al campo nomadi di via Baccelliera a Modena. Nella roulotte abitava Ersilia Orfei con la figlia 13 anni: la donna abita al campo nomadi da 24 anni, il caravan era la sua casa e custodiva tutti i suoi averi. ‘Stamattina alle 6 mi sono alzata – ha raccontato la donna – e ho svegliato mia figlia per prepararla per la scuola, poi sono andata con lei nella roulotte di un altro mio figlio’. Nell’arco di pochi minuti, alcuni altri ospiti del campo nomadi si sono resi conto che dal caravan di Ersilia Orfei usciva fumo, e le fiamme erano gia’ alte. Molti si sono prodigati per cercare di spegnere l’incendio con gli estintori, ma e’ stato inutile. I vigili del fuoco hanno domato le fiamme, ma il rogo ha devastato la roulotte, lambendo anche un mezzo vicino.


ANNO 2006 

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21 DICEMBRE, OPERA (Mi)

Opera, 400 persone in piazza Fuoco e fiamme contro i rom
Di Paola Fucilieri, Il Giornale.it, 23 dicembre.
Un vero e proprio blitz. Conclusosi con 6 tende della Protezione civile bruciate e altre 7 divelte nel campo che il comune di Milano sta allestendo a Opera – all’angolo tra via Borsellino e via Marcora – per i nomadi sgomberati in zona Ripamonti due settimane fa. Quasi con-temporaneamente un’incursione di circa 400 persone hanno impedito al consiglio comunale di Opera di proseguire mentre altri portavano come un trofeo, davanti al municipio, parte di quelle tende bruciate.
- A Opera bruciano le tende dei Rom

Archivio Romano Lil, 23 dicembre 2006 

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27 OTTOBRE, VARESE

Incendio al campo nomadi in via Milano

Cairate – Vigili del Fuoco al lavoro per circa un’ora per spegnere il fuoco divampato intorno alle 21 di venerdì 27 ottobre.

Un incendio ha tenuti impegnati i Vigili del Fuoco dalle 21 alle 22 di venerdì 27 ottobre. Ad andare a fuoco alcune baracche dove abita un gruppo di nomadi a Cairate, in via Milano. 

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8 MARZO, MILANO

Violento incendio al “Triboniano”. 200 persone hanno perso la casa
Milano, 8 marzo– Un violento incendio si e’ sviluppato nel campo nomadi di via Triboniano, in prossimità del cimitero Maggiore di Milano. E’ andato distrutto un campo abusivo occupato, si stima, da 350 rom, e parte di quello regolare che gli e’ vicino. Oltre duecento persone hanno perso ogni cosa. Le roulotte coinvolte sono una sessantina. Allertata la protezione civile per ospitare nella notte circa 400 persone. Drammatici i racconti: ‘E’ stato l’inferno. Abbiamo visto fiamme alte 12 metri’.

.ANNO 2005
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23 MARZO, FOGGIA

Gruppo nazista rivendica rogo al “campo nomadi”

Un volantino del partito nazional socialista “rivendica” rogo campo nomadi a Foggia. Un volantino scritto in carattere pseudo gotico è stato recapitato ieri alla redazione centrale della Gazzetta del Mezzogiorno, a Bari. Nel volantino, firmato da un sedicente organizzazione per la ricostruzione del partito nazional socialista – F.N.S., si fa riferimento al recente incendio del campo nomadi di via San Severo a Foggia. Nel volantino si sostiene che «l’attentato al campo rom di Foggia» sarebbe avvenuto «nell’ambito di un progetto di pulizia etnico sociale in corso in tutta l’Europa, contro tutti i rifiuti sociali, gay, rom, prostitute, comunisti, spacciatori di droga ed affini, ebrei». Il volantino invita ad andare via da Foggia «o la prossima volta troverete 400 bare».

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12 MARZO, FOGGIA

Rogo al campo nomadi: 400 rom restano senza casa

Tutti salvi ma otto bambini ricoverati

Foggia, 13 marzo. Nessuno dei nomadi è fortunatamente rimasto ferito nell’ incendio, ma hanno perso tutto quello che avevano. Le roulotte in cui vivevano e nelle quali si trovavano quando sono divampate le fiamme, sono andate praticamente distrutte. Causa del rogo, secondo i primi accertamenti potrebbe essere stato un corto circuito, ma si è temuto una pericolosa esplosione quando le fiamme hanno raggiunto le automobili parcheggiate nelle vicinanze. Alle nove del mattino le fiamme hanno distrutto tutto, vecchie roulotte, trasformate in abitazioni, bombole usate per alimentare stufe e cucine. Poteva essere una strage. I 130 nomadi alloggiati nella parte del campo dove l’ incendio è scoppiato sono vivi, spaventati e terrorizzati, ma comunque salvi, anche e soprattutto grazie all’ intervento dei vigili del fuoco. Sono arrivati in via San Severo nel campo di proprietà del Comune dove da dieci anni, dice il sindaco Orazio Ciliberti, «i rom si autogestiscono» ed hanno visto il fumo, le fiamme e poi donne ed uomini che scappavano, che chiedevano aiuto. Il momento peggiore è una manciata di alcuni, lunghissimi minuti. C’ è fuoco ovunque. L’ incendio è scoppiato in una baracca, ma fermare, circoscrivere le fiamme è difficile.

C’ è il vento che rende tutto più difficile. In via San Severo dove i nomadi dovevano essere solo poco più di cento e invece, secondo l’ ultimo censimento, superano i 350, ci sono le bombole che alimentano il rischio. I vigili del fuoco chiedono rinforzi. Da Manfredonia e Lucera giungono due altre squadre. L’ effetto domino è inquietante. L’ incendio si estende da una roulotte all’ altra. La presenza di bombole che i nomadi usavano per accendere stufe e fornelli alimenta le fiamme. Molte uomini e donne riescono a mettersi in salvo, scappando. Nelle baracche diventate case, su vecchi giacigli trasformati in letti, rimangono i bambini, quelli che l’ incendio sorprende nel sonno. Sono appena passate le nove ed i più piccoli dormono ancora. I vigili del fuoco li salvano dalle roulotte in fiamme.

Sono infreddoliti. Qualcuno rimane intossicato dal fumo. Ha bisogno delle cure mediche e, per precauzione, viene accompagnato in ospedale dagli operatori del 118. Due donne, invece, si sentono male. Per nessuno, fortunatamente, è necessario il ricovero. I volontari della Croce Rossa e dell’ Opera Nomadi, in via San Severo, gestiscono l’ emergenza. Danno assistenza e pasti caldi ai nomadi che hanno perso tutto. Che prima avevano per casa una vecchia roulotte che, adesso, invece non hanno niente. Ciò che rimane, nella parte del campo dove l’ incendio è scoppiato, sono la paura e lacrime dei più piccoli, è la consapevolezza delle forze di polizia che questa volta il peggio è stato davvero sfiorato. E’ giorno. C’ è tempo per pensare a come organizzare la notte. Il fuoco causato, con ogni probabilità, dal corto circuito di una stufa, ha distrutto più di cinquanta roulotte. 130 nomadi non sanno più dove andare. Tra loro ci sono 21 bambini. Saranno ospitati provvisoriamente in una scuola comunale, poi saranno accompagnati in un centro di accoglienza per immigrati ad Arpinova, alla periferia della città.


ANNO 2004

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25 APRILE, NAPOLI
In fiamme campo rom
Una decina le baracche aggredite dalle fiamme a Casoria
Sono una decine le baracche attaccate dalle fiamme nel campo nomadi di Casoria, domenica notte. Le fiamme, che si sono levate altissime, hanno letteralmente distrutto una vasta area del campo. Solo per fortuna non si sono registrate vittime né feriti a causa del rogo. La polizia ha atteso che i vigili del fuoco dominassero le fiamme per poter intervenire e per avviare le indagini. Sul posto, infatti, sono giunte numerose autobotti dei pompieri. I vigili del fuoco hanno lavorato per alcune ore per avere ragione delle fiamme che, alimentate dal vento, si sono estese rapidamente a buona parte del campo che ospita nomadi rom. Il campo nomadi di Casoria è stato al centro di accese proteste degli abitanti della città, che ne hanno chiesto la chiusura. già nella mattinata di ieri un altro focolaio si era creato, ma di proporzioni ridotte. Non è escluso che, ad appiccare le fiamme, possa essere stato qualche malintenzionato che, sull’onda emotiva delle proteste, ha deciso di farsi giustizia da solo.

ANNO 2003

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27 DICEMBRE, VERCELLI

Incendio in campo nomadi, muore bimba

La piccola Marinela Duredovic aveva 3 anni. Le fiamme hanno avvolto la baracca dove dormiva con i genitori, vicino a Crescentino, 30 km da Vercelli

VERCELLI – Una bimba è morta stamani all’ alba in un campo nomadi di Crescentino, paese della piana del Po a una trentina di chilometri da Vercelli. È accaduto verso le 4. Secondo quanto si è appreso, le fiamme hanno avvolto una baracca nella quale la bimba dormiva con i genitori. Per lei non c’ è stato scampo. La vittima è la piccola Marinela Duredovic, di 3 anni, di origine slava. Viveva in un prefabbricato di legno insieme con i genitori e altri sei fratelli, tutti più grandi di lei. La madre, Sladiana Mitrovic ha cercato inutilmente di salvarla e si è procurata ustioni. È stata portata con un’ ambulanza del «118» all’ ospedale di Chivasso (Torino). Ha una prognosi di 30 giorni. Il rogo è scoppiato, per motivi ancora da accertare, poco dopo le 3,30. La famiglia Duredovic si è accorta dell’incendio quando le fiamme erano ormai alte. La porta non si apriva e genitori e figli si sono allora gettati all’ esterno da una finestra; ma la piccola Marinela non ce l’ ha fatta. Quando la madre Sladiana si è accorta che era in-trappolata nella baracca, sentendo il suo pianto disperato, ha tentato di salvarla tornando nella piccola abitazione. Ma il fuoco l’ ha avvolta ed è stata salvata a stento dagli altri abitan-ti del campo nomadi. Intanto sono giunti sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri di Crescen-tino. Il fuoco è stato spento, ma ormai per la bimba non c’ era più nulla da fare, era morta carbonizzata. La donna ha riportato ustioni di primo e secondo grado in varie parti del corpo.

ANNO 2002
 
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15 MARZO, GENOVA

Rogo in campo nomadi Morto ragazzo di 14 anni.  Distrutte auto e roulotte

Genova, vasto incendio in periferia

Genova, 15 marzo – Un ragazzino di 14 anni è morto in un vasto incendio scoppiato la notte scorsa in un grande campo nomadi a Sanpierdarena, alla periferia di ponente di Genova.

Il padre del ragazzo carbonizzato è rimasto ustionato. Nella zona sono accorse cinque squadre dei vigili del fuoco da Genova, che hanno lavorato per due per cercare di circo-scrivere il rogo, e alcune pattuglie della Questura. Le fiamme hanno investito quattro roulotte del campo e alcune auto, andate completamente distrutte. I vigili del fuoco hanno faticato per domare l’ incendio, alimentato dal materiale in legno delle baracche e dalle automobili parcheggiate sul piazzale: un campo allestito in un’ aerea dismessa delle Ferrovie alla periferia industriale del capoluogo ligure.
Dai primi accertamenti compiuti dagli investigatori giunti sul posto, pare che si sia trattato del guasto di una stufa o di una candela che potrebbe essere caduta da una roulotte. Pare che i nomadi del campo di Sanpierdarena avessero infatti delle candele accese all’ interno delle roulotte: era l’ unico sistema di illuminazione, visto che mancava l’ energia elettrica nella zona. Una di queste candele sarebbe caduta e avrebbe provocato il rogo. Il campo ospita una decina di roulotte occupate da quaranta nomadi rom di origina slava.

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14 MARZO, ROMA

Brucia il campo di via dei Gordiani
Il campo rom non esiste più
Roma, 15 marzo – Il campo rom di via dei Gordiani a Roma non esiste più. E’ stato divorato dalle fiamme che sono scoppiate ieri intorno alle 18. I rom del campo raccontano che qualcuno aveva acceso un fuoco per scaldarsi e che immediatamente le fiamme hanno avvolto tutto.

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12 MARZO, MILANO

Due bambini ustionati nell’incendio del container

12 marzo in via Novara a Milano: una stufa incendia un container in un campo nomadi. Due bambini soli, chiusi all’ interno, vengono salvati dai vicini e riportano ustioni guaribili in 20 giorni.

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6 MARZO, MILANO

Due bimbi rischiano la vita nell’incendio del container

Mercoledì 6 marzo, Milano. Due bambini di 4 e 5 anni erano stati chiusi in un container, nel campo di via Novara. Si è trattato di una tragedia sfiorata: i vicini hanno salvato i bambini dopo che le fiamme si erano propagate.

ANNO 2001

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17 AGOSTO, MILANO

Un incendio doloso al giorno all’ex campo nomadi di via Barzaghi
Milano, 17 ago. – Ogni giorno un incendio. A una settimana dallo sgombero dei nomadi dal campo di via Barzaghi, qualcuno, o alcuni, danno fuoco volontariamente con taniche di benzina a roulotte, vecchie automobili, baracche e masserizie lasciate dai rom “sfrattati” dal quel campo.

ANNO 2000

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19 FEBBRAIO, ROMA

Duecento in fuga dal “Casilino”

Roma, 19 febbraio. Scoppia un rogo al campo nomadi del Casilino a Roma che mette in fuga almeno 200 persone. Distrutte decine di roulotte e baracche.

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              << PER NON DIMENTICARE: I MORTI NEGLI INCENDI >>
E’ lunga la scia delle morti di bambini rom, provocate dal fuoco: a volte a causa di fatalità o tragici giochi, ma con allarmante frequenza disgrazie legate alle difficili e precarie condizioni di vita nei campi nomadi. Ecco alcune date.
- 21 gennaio 1995, Milano. Quattro bambini rom tra i sette mesi ed i quattro anni e mezzo muoiono carbonizzati nella loro roulotte in un campo abusivo.
- Il 22 luglio 1996 a Pignola (Potenza) due fratelli, di tre anni e mezzo il primo e di due anni la seconda, muoiono nell’ incendio di un prefabbricato nel quale vivevano con i genitori.
- 24 gennaio 1999, Roma. Bambino di tre mesi muore di freddo in una baracca al campo nomadi “Casilino 700″.
- 3 aprile 2000, Bologna. Amanda, 2 anni e mezzo, e suo fratello Alex, fratellini kosovari, un anno e mezzo, muoiono nell’incendio scoppiato, intorno alle 9 di questa mattina, nel campo nomadi di Santa Caterina di Quarto in via Fiorini, alla periferia di Bologna.
- 20 dicembre 2001, Latina. Bambino sinto di un anno e mezzo muore nell’incendio della roulotte.
- 25 dicembre 2001, Genova. Un bambino rom di un mese muore nella sua roulotte avvolta dalle fiamme.
- 15 marzo 2002, Genova. Un ragazzo di 14 anni è morto carbonizzato nell’ incendio che questa notte ha devastato un campo nomadi nella zona di Rivarolo, alla periferia di ponente di Genova.
- 9 marzo 2002, Roma. La piccola romnì Chiara Halilovic è morta, le sue sorelline Jessica e Vesna sono state ustionate su tutto il corpo, uccisa dalle fiamme che hanno divorato la loro povera baracca in un “campo nomadi” di Roma.
- 22 ottobre 2002, Roma. Un bambino sinti di tre anni muore nell’incendio della roulotte
in un accampamento ad Anguillara, nei pressi del lago di Bracciano.
- 27 dicembre 2003, Vercelli. Una bambina di 3 anni,Marinela Duredovic, muore nell’incendio della baracca dove dormiva coi genitori.
- 3 dicembre 2006, Roma. Due giovani sposi di 16 e 17 anni muoiono soffocati nell’incendio della loro baracca al “campo nomadi” di via dei Gordiani.
- 3 gennaio 2007, Caserta. Un incendio uccide due Rom Romeni, una ragazza di 15 anni e il convivente di 16 in un campo nomadi ad Orta di Atella, in provincia di Caserta.
- 27 marzo 2007, Follonica, Grosseto. Piccola bambina rom muore carbonizzata in una baracca di fortuna costruita con cartoni e nylon vicino all’ex depuratore.
- 10 agosto 2007, Livorno. Quattro bambini Rom Romeni, dagli 11 ai 4 anni, muoiono nell’incendio delle baracche sotto un cavalcavia.
- 19 novembre 2007, Bologna. Un bimbo romeno di quattro anni è morto, ed altri due sono rimasti ustionati, in un incendio scoppiato prima dell’alba in una baracca a Borgo Panigale.
- 24 settembre 2008, Milano. Un ragazzo romeno di 14 anni è morto nell’incendio sviluppato in un edificio dismesso nell’ex area Falck di Sesto San Giovanni, comune alle porte di Milano.

- 19 dicembre 2008, Foggia. Geylo, di due anni e mezzo, muore nell’incendio del campo di Rom macedoni di Borgo Arpinova, Foggia.
- 26 dicembre 2008, Ostia – Roma. Dorina, una romena di trentadue anni, ed il figlio Kristinel di tre, sono morti nell’incendio della capanna, in una baraccopoli nella pineta di Ostia.

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